Scopri la differenza tra diamante e brillante in pochi passi

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Scopri la differenza tra diamante e brillante in pochi passi

Molto spesso nel linguaggio comune “diamante” e “brillante” vengono utilizzati come sinonimi, ma in realtà sono due cose molto diverse: vediamo qual è la differenza tra il diamante e il brillante.

Il diamante

Il diamante è la materia prima, un prodotto della natura. È un minerale composto da carbonio puro cristallizzato a temperature molto elevate che, in seguito ad un processo che avviene sotto la crosta terrestre, emerge in superficie grazie alle eruzioni vulcaniche. È il materiale più duro che si conosca, infatti per lavorarlo, tagliarlo e lucidarlo si utilizzano esclusivamente attrezzi appositi.
Ovviamente il diamante non nasce così come lo vediamo noi, bello, brillante e luminoso, ma nella sua forma grezza ha chiaramente un aspetto totalmente diverso.

Per poter essere utilizzato in gioielleria, il diamante deve possedere determinate caratteristiche, come essere sufficientemente trasparente e incolore. Per questo motivo e per la sua durezza, nella maggior parte dei casi la pietra estratta viene utilizzata per scopi industriali.

Il brillante

Se il diamante è la materia, il brillante è invece la forma, il taglio che viene dato alla pietra per renderla bella, per valorizzarne, appunto, la brillantezza. Il taglio a brillante può essere utilizzato su qualsiasi tipologia di gemma, ha 57 sfaccettature e non necessariamente deve avere una forma rotonda. Per intagliarlo il diamante viene lucidato sul suo contorno, realizzando decine e decine di faccine, fino a che non si ottiene la forma finale che siamo soliti vedere.

Quindi effettivamente parlare di differenze tra diamante e brillante non proprio corretto per è il brillante è un tipo di taglio che viene fatto al diamante.
Bisogna inoltre distinguere tra diamanti dal taglio antico e diamanti dal taglio moderno: i primi sono tutti quei diamanti che sono stati lavorati prima del 1900, con una lucidatura meno precisa di quella moderna, le sfaccettature diverse tra loro e una forma finale imperfetta; i secondi sono quelli intagliati dopo il 1920, anno in cui un ingegnere polacco, Marcel Tolkosky, scopre come la luce riflette nel diamante e stabilisce quindi delle proporzioni precise, dei parametri per ottenere il massimo della brillantezza dalla pietra.

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